Condividere i rischi, intrecciare i saperi. Una conversazione su ricerca sociologica e università all’indomani della pandemia

Seminario on-line: venerdì 19 giugno 2020, ore 9:30 a questo url

L’emergenza COVID-19 ha reso evidenti le interconnessioni esistenti tra i diversi ambiti del vivere associato e la necessità di affrontare le grandi sfide sociali contemporanee superando approcci parcellizzanti e adottando azioni di sistema capaci di intervenire in maniera armonica e coordinata su più fattori contemporaneamente. Ha inoltre palesato i vantaggi della cooperazione rispetto alla competizione per la salvaguardia e la promozione del benessere collettivo.

Ciò che è successo mostra che la scienza da sola non è risolutiva, ma che può concorrere attivamente alla ricerca di soluzioni. Per far questo occorre che la ricerca sia in grado di entrare in sintonia con i bisogni espressi dalla collettività e di dotarsi di strumenti collaborativi che permettano di far dialogare tra loro i diversi saperi, tanto al proprio interno (le diverse discipline) che con riferimento all’esterno (le diverse competenze, capacità ed epistemologie che animano il tessuto sociale).

Resta peraltro da vedere se, e in quale misura, i nostri sistemi e le nostre istituzioni di ricerca e educazione superiore sapranno fare tesoro delle lezioni che sorgono da questa terribile esperienza.

Numerosi sono gli scenari che potrebbero aprirsi a partire dalla situazione attuale, in Italia, in Europa, nel mondo. E numerosi sono gli interrogativi che si aprono in una contingenza caratterizzata da alti livelli di incertezza associati ad un purtroppo prevedibile aumento delle disuguaglianze e disparità sociali.

Come comunità di ricercatori e ricercatrici, di sociologi e sociologhe che condividono in particolare il riferimento ad un insieme di valori costruito attorno alla centralità del concetto di persona, sentiamo forte la necessità di interrogarci sul presente e sul futuro del nostro ruolo e impegno nella società, sulla possibilità di portare un contributo autenticamente promozionale ad una nuova “normalità” in cui il valore della persona umana possa dispiegarsi al meglio.

Pensiamo che questa riflessione possa prendere le mosse da una conversazione sul ruolo e le funzioni della ricerca sociologica e dell’università all’indomani della fase più acuta della pandemia, nella consapevolezza che l’emergenza non si trova completamente alle nostre spalle e che, anzi, i suoi impatti sul piano sociale, economico, oltre che sanitario, debbano purtroppo ancora pienamente dispiegarsi.

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Abbiamo pensato che questa conversazione, almeno in questa fase, potesse prendere forma a partire da alcuni brevi contributi registrati in video (della durata di cinque minuti) da parte di amici attualmente investiti da particolari ruoli all’interno della nostra comunità professionale. Li abbiamo invitati a proporre considerazioni molto sintetiche che possano servire da stimolo per individuare un particolare aspetto o tema di discussione, formulare una domanda, proporre una specifica prospettiva o visione.

I video – cinque in tutto – verranno trasmessi in apertura del seminario (on-line) di Pontignano del 19 giugno prossimo.

Questi gli amici che hanno dato la propria disponibilità a registrare un contributo video:

Maurizio Ambrosini, CNEL – Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro

Consuelo Corradi, CUN – Consiglio Universitario Italiano

Guido Gili, SISCC – Società Scientifica Italiana di Sociologia Cultura e Comunicazione

Carlo Pennisi, CIDAS – Conferenza Italiana dei Dipartimenti di Area Sociologica

Stefano Tomelleri, AIS – Associazione Italiana di Sociologia

Alla proiezione seguirà una tavola rotonda cui sono stati invitati a partecipare Vincenzo Cesareo, Mauro Palumbo e una terza persona ancora da confermare. I loro interventi saranno seguiti da una discussione aperta a tutto l’uditorio. La sessione sarà presentata da Paolo Zurla. Mentre il coordinamento della tavola rotonda e le conclusioni sono affidati rispettivamente a Fabio Lo Verde e Andrea Vargiu.