Proposta di Gruppo di Lavoro SPe Ricerca sui giovani (SPeG) 

Gli studi sui giovani, originati a partire dalla metà del secolo scorso e maturati nel tempo con il riconoscimento di un oggetto di studio specifico tra gli ambiti della riflessione sociologica, negli ultimi decenni hanno mostrato un notevole incremento sia sul piano quantitativo della produzione scientifica sia su quello qualitativo relativo alla varietà delle sfere indagate e all’emersione di tematiche nuove. Temi classici quali la mobilitazione politica, la devianza, la concezione del tempo e del futuro, i corsi di vita, le generazioni, tra gli altri, sono stati investiti e trasformati dai cambiamenti intervenuti nelle forme della partecipazione e della cittadinanza attiva, nella transizione all’età adulta ritardata e reversibile e nella ridefinizione soggettiva dei percorsi biografici estesa fino ai recenti tentativi di messa in discussione della stessa chiave generazionale. 

Le basi empiriche longitudinali raccolte in Italia dall’Istituto IARD, fino al 2007, e successivamente dall’Istituto Giuseppe Toniolo, riportano tra i fenomeni che hanno inciso sulla condizione giovanile particolarmente – ma non solo – il sopraggiungere di crisi socio-economiche di portata sovranazionale e globale, l’aggravarsi della situazione occupazionale, la crisi ambientale, poi quella pandemica e, ad oggi, anche i conflitti che minacciano equilibri geopolitici globali. Tali elementi sintetizzano soltanto le peculiarità più evidenti di una condizione giovanile, osservata nella fascia di età estesa sino ai 35 anni, che si innesta nella complessità dei fenomeni sociali della tarda modernità e si declina in modo differente su base territoriale, culturale, di genere e di background migratorio, per citare solo alcune coordinate primarie. 

In questi scenari si pongono interrogativi importanti nella prospettiva della sociologia della persona riguardo alla visione delle traiettorie personali e dell’investimento sul futuro entro tendenze generali caratterizzate da orizzonti di breve termine, presentificazione, precarietà e rischio. In particolare, il riproporsi di grandi crisi mette in discussione anche alcune chiavi di lettura portanti fra giovani generazioni di epoche diverse quali la mobilità sociale e le differenze di genere: l’innalzamento generale attuale del livello di istruzione non si accompagna più a maggiori possibilità di mobilità sociale verticale ascendente e anzi diviene prioritario il problema dell’inattività dei giovani; nei contesti familiari e lavorativi travolti dalle crisi, le disuguaglianze di genere si riflettono nelle opzioni possibili e nelle scelte lavorative, familiari e della vita sociale nel suo complesso. Nonostante ciò, d’altra parte, non pare esaurirsi lo spirito di iniziativa libera sostenuta dai singoli così come da gruppi, associazioni e movimenti giovanili. Il potenziale di risorse generative e il senso di responsabilità sociale trovano espressione nelle proposte individuali e collettive di cui i giovani sono portatori e candidati naturali alla guida dei processi di sviluppo presente e prossimo della società e delle comunità in cui vivono. Lo studio della partecipazione e dell’attivismo giovanile nella prospettiva della sociologia della persona apre chiavi analitiche e interpretative utili nella ricerca dell’espressione e del protagonismo dei giovani e delle giovani generazioni e del potere cooperativo nello spazio dell’azione pubblica. Si tratta di rappresentazioni, spazi e pratiche in parte innovate da processi e strumenti creativi e innervate dallo sfruttamento delle tecnologie digitali combinate alla relazionalità fisica. Esempi tematici recenti del potenziale giovanile che si fa principale motore di istanze di cambiamento della società si trovano nella salvaguardia ambientale e negli stili di vita sostenibili anche socialmente. 

Nel campo di studi sui giovani e nella molteplicità degli ambiti e delle tematiche sinteticamente richiamate sopra si raccolgono i percorsi di ricerca empirica e di riflessione teorica di molti studiosi che si identificano nella prospettiva della Sociologia per la Persona. Con l’intento di riprendere, portare avanti e sviluppare un lavoro che fino ad oggi ha già prodotto in SPe molta conoscenza su questi temi, si propone di attivare un Gruppo di Lavoro composto da ricercatori e docenti interessati a collaborare, costruire percorsi comuni di studio, occasioni di confronto e dibattito scientifico e progettualità aperte a networks interessati alla conoscenza sui giovani. 

Gruppo promotore: referente Stefania Leone (Università di Salerno), Liana Daher (Università di Catania), Fabio Massimo Lo Verde (Università di Palermo), Andrea Pirni (Università di Genova), Ilaria Pitti (Università di Bologna), Veronica Riniolo (Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano).